Al teatro Cuminetti di Trento va in scena “Il canto di Penelope”

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Andrà in scena venerdì 16 novembre alle 21.00 al Teatro Cuminetti di Trento in via Santa Croce 67 la nuova produzione teatrale di Multiversoteatro, “Il canto di Penelope” tratto da The Penelopiad di Margaret Atwood.

Al teatro Cuminetti di Trento va in scena “Il canto di Penelope”

Lo spettacolo “Il canto di Penelope” va in scena anche grazie al prezioso contributo finanziario di: Fondazione Caritro, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento – Circoscrizione S.Giuseppe S.Chiara, BIM dell’Adige, Casse Rurali Trentine, Cassa Rurale di Trento.

Il giorno 8 novembre alle 18.30 si terrà anche un incontro pubblico presso l’Area archeologica Palazzo Lodron – organizzato in collaborazione con Il Centro di Clinica Psicoanalitica Jonas di Trento – sul tema degli stereotipi di genere, ispirato dalla figura di Penelope.
Dopo la prima del 16 novembre lo spettacolo sarà proposto sul territorio provinciale e proseguirà nel 2019, anche fuori provincia e si ripeteranno gli incontri pubblici organizzati con Jonas.

“Il canto di Penelope” è la nuova produzione teatrale di Multiversoteatro, spettacolo diretto e interpretato dalla regista e attrice Michela Embrìaco. Lo spettacolo prosegue il percorso artistico di Multiversoteatro sui temi legati al ruolo delle donne e agli stereotipi che le riguardano nella società contemporanea e nella storia. Segue “Una stanza tutta per sé” – tratto dall’opera di Virginia Woolf – tutt’ora in corso di replica, anche all’interno delle iniziative in occasione della giornata contro la violenza sulla donna.

 

Il canto di Penelope è ambientato nell’Ade ai giorni nostri, da cui Penelope racconta delle vicende dell’Odissea, di se stessa e del suo essere un paradigma universale della condizione femminile: “sono diventata una leggenda edificante. Un bastone con cui picchiare altre donne. Non avrebbero potuto essere assennate, oneste, pazienti com’ero stata io? Non seguite il mio esempio, voglio gridarvi nelle orecchie! Ma quando cerco di gridare, la mia voce è quella di un gufo”.
Le voci narranti sono quelle di Penelope e delle dodici ancelle impiccate dal figlio Telemaco su ordine del padre, Odisseo. Le ancelle formano un Coro, incentrato su due domande: che cosa ha portato all’impiccagione delle ancelle e che cosa c’era davvero nella mente di Penelope? Secondo Margaret Atwood la storia, così come viene raccontata nell’Odissea, non è del tutto logica: ci sono troppe incongruenze: “sono sempre stata tormentata dal pensiero di quelle ancelle impiccate e, nel Canto di Penelope, anche Penelope lo è”.

Durata: 75 minuti

Con: Michela Embrìaco
Regia e riduzione drammaturgica: Michela Embrìaco
Danzatrice e coreografie video: Elena Finessi
Video e fotografia: Pierluigi Cattani Faggion
Scenografia e costumi: Giusi Campisi
Partitura luci Mariano De Tassis
Musica originale: Carlo Casillo
Voce registrata: Michela Embrìaco
Realizzazione costumi: Antonella Vecchi
Tecnico Luci: Luca Brun

Riduzione drammaturgica tratta da Il canto di Penelope, di Margaret Atwood, Rizzoli, 2005, trad. Margherita Crepax.

Multiversoteatro propone un teatro di ricerca centrato sul ruolo dell’attore creativo, attento ai temi sociali, con particolare attenzione al ruolo della donna nella società contemporanea offrendo spunti di riflessione attraverso i lavori teatrali proposti. Nel progetto teatrale sperimentazione artistica e ricerca di una poetica rigorosa si coniugano con il bisogno di indagare e dialogare con il mondo che ci circonda. Multiversoteatro ha all’attivo diverse produzioni teatrali e letture-spettacolo.

Tra le produzioni si evidenziano: Una stanza tutta per sé (Monologo tratto da Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf) vincitore del bando residenze diffuse 2015, Materiale per Medea (Monologo tratto da Riva abbandonata Materiali per Medea Paesaggio per Argonauti di Heiner Muller), La ginestra (spettacolo sul tema del Limite, prodotto da Forum Trentino per la Pace), Mirijana (spettacolo sul tema dello stupro etnico, in collaborazione con Osservatorio Balcani e Caucaso), Non parlare di me (monologo sul tema del femminile, prodotto da Centro Teatrale Ziggurat, progetto pubblicato da Titivillus edizioni).

Il progetto artistico di Multiversoteatro è arricchito dalla creatività di artisti e professionisti dell’immagine, scultori e musicisti. Collabora stabilmente con il fotografo Pierluigi Cattani Faggion sia per progetti teatrali, sia per la documentazione fotografica.

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