ALESSANDRO SANTONI: la vita di uno scalatore “solitario” leader in via omologata di speed 15 metri.

Postato in eventi in Trentino

Due parole con Palladium e Alessandro Santoni, il giovane arcense che detiene il record su via omologata di speed 15 metri

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Ciao Alessandro, e’ un periodo molto intenso questo per te! Iniziamo con il conoscerti meglio, presentati ai nostri lettori.

 

Ciao a tutti, sono Alessandro Santoni e vengo da Dro. Personalmente mi ritengo un ragazzo semplice con tanta voglia di fare. Abitando nei pressi di Arco, fin da piccolo ho avuto modo di stare a contatto con la natura, e mi sono appassionato di arrampicata. Tutt’ora, essendo entrato nella squadra sportiva dell’ Esercito ho intenzione di continuare questa attività a livello professionale.

Il tuo sport, l’arrampicata, è molto praticato in Trentino e soprattutto ad Arco, dove sei nato, ne è la “culla” grazie a manifestazioni come il RockMaster. Come e quando ti sei avvicinato a questa disciplina e quando il passaggio allo Speed?

 

Ho iniziato ad arrampicare all’età di 8 anni su consiglio degli insegnati poiché ero particolarmente attivo. Ho subito trovato feeling con l’arrampicata, trovando questo sport un’attività interessante e soprattutto molto divertente. Quando ho cominciato ad arrampicare ero il più piccolo della squadra Arcoclimbing, il confronto e l’allenamento con atleti più grandi mi ha insegnato a crescere, sia di livello che di carattere. Sempre continuando l’attività come gioco ho iniziato a partecipare ad alcune competizioni a livello regionale. Man mano che il tempo trascorreva continuavo a migliorare la mia posizione. Così facendo sono arrivato ad ottenere sia il titolo di campione regionale (2009) per arrivare poi a quello di campione italiano di categoria nello stesso anno. Di seguito (2010) ho riscontrato una particolare dote nella disciplina speed climbing, dove mi sono cimentato negli anni successivi.

Proprio questa disciplina ha un fortissimo impatto emozionale grazie alle sfide da dentro-fuori, 1 contro 1 in parallelo, come ti avvicini a queste sfide nei minuti subito prima di partire, hai qualche rituale per mantenere la concentrazione? 

 

Prima di una salita la tensione è molto alta. Per questo cerco sempre di pensare che in quel momento ci sono solo io e la parete, mi concentro ripentendo a mente i passaggi della via omologata speed. Talvolta quando la tensione è troppo alta mi concentro anche sui respiri e cerco di stabilizzare il battito cardiaco, anche se non è così semplice come sembra.

Una cosa che colpisce molto di te è la parziale assenza di un allenatore/preparatore e, all’infuori dell’aiuto di tuo padre, si può dire che sei autodidatta. Come gestisci gli allenamenti? Schede pesi o esercizi particolari come vengono scelti da te?

 

L’assenza di un allenatore ha dei pro e dei contro. Il vantaggio principale è sicuramente l’autodisciplina. Allenandomi da solo, ormai da anni, ho imparato a conoscere il mio fisico e la mia mente. Sono riuscito quindi a costruire un programma di allenamento basato su me stesso. Certamente qualche spunto l’ho preso da alcuni preparatori atletici, però sono totalmente in grado di capire cosa devo migliorare e dove posso agire. Avere un allenatore potrebbe essere utile per la continuità e la costanza, perché a volte doversi allenare risulta pesante e una spinta emotiva mi farebbe sentire meglio. Posso contare però sull’appoggio della mia famiglia e soprattutto di mio padre che mi segue regolarmente durante gli allenamenti. Dalle esperienze di allenamento ho notato che la convinzione è essenziale per poter proseguire gli allenamenti e il mio percorso sportivo.

Da fuori traspare un bel clima tra i ragazzi provenienti da tuto il mondo con cui gareggi, è così? Vi scambiate indicazioni e sistemi di allanamento?

 

Il mondo dell’arrampicata è bellissimo da tanti punti di vista, come quello fisico e mentale. Un’altra fantastica opportunità che mi offre questo sport è sicuramente la fortuna di girare il mondo per gareggiare. Così riesco a conoscere gente nuova e a dialogare. Apprezzo molto la gente dell’estero soprattutto perché è molto aperta a livello sociale. Dopo una competizione ci si ritrova assieme e si dialoga su qualsiasi argomento. Poco toccato è l’argomento sport e allenamenti. Non si entra mai nei dettagli anche per preservare i trucchi del mestiere. Una cosa è certa, tutti i climber di un certo livello hanno testa e questo non è da poco.

La fine della stagione estiva ti ha visto protagonista ai campionati mondiali giovanili di Arco e al campionato italiano di Bolzano, ci racconti come è andata?

 

Quest’anno ho partecipato davvero a poche competizioni, poiché sono stato impegnato nello studio per il conseguimento del diploma. Nonostante ciò ho partecipato alla mia ultima gara giovanile, il Campionato mondiale giovanile tenutosi ad Arco. La gara era iniziata nel migliore dei modi. Dopo un ottima qualifica con il secondo miglior tempo sono passato agli scontri diretti. Purtroppo durante la semifinale mi è scivolato un appoggio. Un errore mentale prima della salita mi è costato molto. Di seguito la motivazione è letteralmente scesa poiché il mio obiettivo era l’oro. Quindi durante l ultimo scontro disputato contro il rivale russo ho purtroppo avuto un secondo errore tecnico, dovuto appunto alla scarsa concentrazione. La gara si è conclusa con un deludente quarto posto, rispetto alle mie aspettative. Di seguito al campionato italiano assoluto speed ho ottenuto un argento. Durante la finale per il primo posto ho avuto un’indecisione, una breve sosta durante la salita che mi ha fatto perdere quei centesimi preziosi e la medaglia d’oro. È stata comunque una gara molto combattuta. 

Adesso una bellissima novità: sei entrato a far parte dell’Esercito! Cosa significa questo per te, nel presente e nel futuro?

 

Essere atleta della squadra sportiva dell’Esercito mi rende molto orgoglioso di me stesso. Finalmente posso dire di essere atleta professionista. Grazie all’appoggio economico che il gruppo militare mi dà potrò proseguire il mio percorso sportivo. Ciò significa che avrò tempo per migliorare i miei allenamenti, e quindi la mia performance sportiva. Cercherò quindi di allenarmi al massimo per ottenere di buoni risultati in coppa del mondo. 

 

Come sei venuto a contatto con Palladium?

 

Da ormai due anni faccio parte del Team Despar, un progetto di Palladium che punta sui giovani talenti del Trentino. Il fine di questa organizzazione è quello di riuscire a far passare un atleta da livello dilettantistico a professionale. Questa iniziativa mi piace molto soprattutto perché lo sport ha dei valori molto importanti che fanno crescere molto. Difatti spero che si possa diffondere in tutta Italia. Grazie a questo team ho avuto modo di avere un appoggio tecnico da parte di preparatori atletici, da una nutrizionista e, cosa anche molto divertente, ho avuto occasione di girare alcuni video per gli sponsor che supportano il progetto come Dalmec.

Spero proprio e mi auguro che con il tempo Palladium cresca molto da tutti i punti di vista e possa espandersi dando supporto a sempre più ragazzi.

 

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione a venire?

Partecipare a tutte le tappe di coppa del mondo senior e riuscire a tenere testa a tutti gli atleti più forti del mondo. Riuscire inoltre a dare una limatina al record italiano che tuttora mi appartiene (5.99s) sulla via omologata di speed 15 metri.

 

Grazie Alessandro! Come sempre un enorme in bocca al lupo.

Che tu possa scalare il mondo.. Il più velocemente possibile!

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