LA NUOVA RACCOLTA DEL RESIDUO In Piazza Dante con i pannolini usati!

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LA NUOVA RACCOLTA DEL RESIDUO In Piazza Dante con i pannolini usati!

Il nuovo metodo di raccolta del residuo è iniziato da qualche giorno, e io ancora sto cercando di raccapezzarmi su quello che sta succedendo.

Intanto c’è da dire che la novità ha avuto il merito di smuovere ulteriormente le coscienze sul problema dello smaltimento dei pannolini.

Lo smaltimento dei pannolini rappresenta un vero problema, per questo motivo, oggi pomeriggio, venerdì 15 febbraio,  dalle 15.00 alle 18.00 in PIAZZA DANTE, sotto il palazzo della Regione – grazie anche all’interessamento del consigliere comunale Claudio Cia, che si è dimostrato molto sensibile riguardo all’impatto che la nuova differenziata avrà sulle finanze delle famiglie con bambini piccoli – ci sarà un gazebo per raccogliere i pannolini usati dai bambini (conferiti nelle tradizionali porse della spesa o nei sacchi neri) che poi verranno recapitati al Sindaco affinché “l’odore” porti consiglio.

Più pannolini ci saranno più “peso” avrà l’iniziativa. Chiedo quindi a tutti i genitori di infanti un giretto (tanto ci si arriva comodamente con la macchina o con i mezzi pubblici) fino in piazza Dante, per apportare il proprio contributo alla causa.

Ma torniamo al nuovo metodo di raccolta del residuo…
Giovedì scorso sono uscita di casa con il mio sacco azzurro per gli imballi leggeri e mi sono sentita spiata: spiata dai vicini, che, come me, vivono nel terrore di sbagliare qualcosa.

Ho persino il dubbio che, il discorso fattomi dalla dirimpettaia l’altro giorno “mettiamo le catene, così gli sconosciuti non possono buttare i loro rifiuti nel nostro bidone” significasse invece “mettiamo le catene… ti teniamo d’occhio”.

Ok, credo di averlo già detto: non sono ottimista.

Questo nuovo metodo capitatoci tra capo e collo, ha avuto l’effetto di un tornado sulla popolazione: ovunque si vada, con chiunque ci si trova – amici, conoscenti, o perfetti sconosciuti – l’argomento principale sono i rifiuti: dove si buttano le cose? Come si farà con quei sacchetti miserelli? Cosa succede quando saranno finiti?

Dal canto mio devo praticamente ancora guardarli, dio non voglia che, maneggiandolo troppo, si rompa uno dei nostri 20 preziosissimi sacchetti. Abbiamo comprato un bel bidone grande che, piazzato sul balcone, verrà nel tempo riempito con i nostri rifiuti, prima di poterli gettare nel bidone condominiale.

Devo ammettere che per il momento sta andando tutto fin troppo bene, il sacco è ancora vuoto, salvo qualche minuzia, ma mi ero preventivamente liberata di tutto il buttabile nelle prime 2 settimane dell’anno.

Già ho iniziato a rivedere qualche mia abitudine (sbagliata), ci stiamo informando per acquistare on line sabbietta biodegradabile per i bisogni dei nostri gatti (nei negozi in zona o è introvabile o estremamente cara), e cerco di non acquistare nulla con imballi non riciclabili, ma mi domando se questi miei virtuosismi basteranno.

Certo sarà un grosso problema per molti cittadini: per quelli con bambini piccoli soprattutto.

Temo che la nostra città si trasformerà in una discarica a cielo aperto con rifiuti abbandonati lungo le strade; limitare i rifiuti è una scelta lodevole che non posso fare a meno di condividere, non metto in dubbio l’intento, ma metto fortemente in dubbio il metodo di attuazione.

Ho infine cercato in rete qualche eco-consiglio da condividere con voi, ma sarò sincera: non ho trovato molto, Italia Nostra, Adiconsum e l’Associazione Comuni Virtuosi promuovono il decalogo per la grossa distribuzione “Meno Rifiuti- Più Benessere in 10 mosse”, e ve lo ripropongo qui:

1) Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili;

2) Ridurre il peso degli imballaggi con l’eliminazione dei doppi imballaggi e confezioni accessorie superflue, per commercializzare prodotti iper-concentrati o allo stato solido;

3) Sostituire o eliminare negli imballaggi le componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio;

4) Ottimizzare l’impiego dei materiali e del design dei contenitori per riciclare in modo efficiente;

5) Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile)

6) Utilizzare, quando possibile, materiale riciclato per realizzare il packaging al posto di materia vergine;

7) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi, che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso.

8) Nei punti vendita della GDO (grande distribuzione organica): favorire la nascita di circuiti specifici a “filiera breve” raccolta-riciclo-riprodotto, anche con sistemi a cauzione come avviene ad esempio in molte catene GDO centro europee.

9) Nei punti vendita della GDO: eliminare l’imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l’ortofrutta introducendo soluzioni riutilizzabili.

10) Nei punti vendita della GDO: favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa e all’adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all’uso multiplo in quanto unica strategia possibile ed efficace per ridurre il consumo usa e getta.

Come dire… noi consumatori finali possiamo fare ben poco.

Nel mio piccolo posso consigliare di:

  • Iniziare a usare pannolini lavabili per i vostri bimbi;
  • Usare la coppetta mestruale durante il ciclo (ma come? Non ve ne avevo mai parlato? Presto rimedierò)
  • comprare sabbietta organica per gli animali domestici.

Per il resto, aspetto i vostri pareri.

Il decalogo lo ho trovato qui (http://www.nonsprecare.it/il-decalogo-per-produrre-meno-rifiuti/)

Di Stefania D’Elia

Read more http://bit.ly/XJijJ1

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