LETIZIA BATTAGLIA – “la fotografa della mafia”

Postato in eventi in Trentino

“ Vivo la fotografia come salvezza e verità. ”

600 battaglia

Potrebbe sembrare un gioco di parole, ma Letizia Battaglia la battaglia contro la mafia l’ha fatta davvero.

Ha combattuto naturalmente a modo suo e con lo strumento che le è più congeniale: la macchina fotografica. Lei, universalmente riconosciuta come la più grande fotografa contemporanea in Italia, 80 anni compiuti lo scorso marzo, per 40 anni ha documentato luoghi, vittime, omicidi e stragi di mafia degli “anni di piombo”. Ha sostenuto il lavoro di qualche giudice e contribuito a rendere la società civile partecipe di una scomoda realtà.

 

Letizia Battaglia, palermitana classe 1935, ha iniziato a fotografare a 37 anni. Si è avvicinata alla fotografia non più giovane “per fame e non per passione”, come lei ha sempre ammesso. Negli anni Settanta lavorava infatti come redattrice per l’Ora di Palermo ed era pagata molto poco. Trasferitasi poi a Milano, iniziò a collaborare con altri giornali, che le chiesero se aveva delle fotografie per illustrare i suoi articoli. Si procurò quindi una piccola macchina fotografica non professionale e si avvicinò al mondo della fotografia senza entusiasmo e senza conoscenze tecniche, solo per poter vivere decorosamente. Una volta cessata la necessità, il suo lavoro si è trasformato in vera passione diventando importante documento di denuncia. Tutto questo dopo anni di girovagare per l’Italia. Il padre era un marittimo e la sua famiglia si è spostata da una città all’altra: da Palermo a Trieste, Civitavecchia, Napoli per poi tornare nella sua Palermo. Questo proprio negli anni in cui il potere politico e criminale di Palermo stava cambiando e si annunciavano i primi cadaveri eccellenti della guerra della mafia.

Lei fu testimone oculare degli eventi più tristi di quel periodo: si recava sempre per prima sulla scena dei delitti e con la sua Leica documentava tutte le atrocità stando sempre in prima linea.

 

Le sue fotografie sono tutte in bianco-nero perché il colore non le è mai piaciuto e lo trova, come lei ha sempre affermato, orribile. In verità non avrebbe mai potuto fotografare i morti di Palermo a colori: il risultato sarebbe stato agghiacciante!

Tra le sue immagini più famose e che hanno fatto il giro del mondo, voglio ricordare quella dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che tiene in braccio il fratello Piersanti appena ucciso dalla mafia, e poi quelle delle stragi con i delitti di Falcone e Borsellino, Don Pino Puglisi, Chinnici, del Generale Della Chiesa e non per ultime le famose immagini da lei scattate all’Hotel Zagarella che ritraggono gli esattori mafiosi Salvo insieme a Giulio Andreotti e che furono acquisite per gli atti del processo allo stesso Andreotti. La sua fama divenne internazionale, ma non solo come “fotografa della mafia”, ma anche come fotografa che fa conoscere Palermo nel bene e nel male, con le sue miserie e con il suo splendore.

Ritengo, con la certezza di non sbagliare nell’affermarlo, che il maggior merito di questa grande fotografa italiana sia quello di aver saputo far conoscere una delle più tristi parentesi della vita italiana, dandone una civile testimonianza con grande padronanza del linguaggio espressivo. Non a caso Letizia Battaglia é considerata la più famosa fotografa italiana vivente, conosciuta in tutto il mondo.

Tra i più importanti riconoscimenti che ha ricevuto a livello internazionale, annovero il prestigioso “Premio Eugene Smith” assegnato nel 1985 per la prima volta ad una fotografa europea, il “Premio dr. Erich Salomon” nel 2007 e il più recente “Cornell Capa Infinity Award” nel 2009.

 

 

per visualizzare le foto clicca qui

 

 

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