METRÒ PER NOT E MUSE Di Tomaso Bertoli

Postato in eventi in Trentino

Su L’Adigedi giovedì 8 febbraio è stata pubblicata la notizia di un accordo, di un progetto condiviso da Comune e Provincia, per la realizzazione di una nuova tratta di metropolitana di superficie per servire «su ferro» Trento Sud collegando su rotaia anche il nuovo Museo della scienza Muse ed il Nuovo Ospedale di Trento (Not).

Fantastico, verrebbe da dire, finalmente la Pubblica Amministrazione riprende ad investire sul trasporto pubblico … se vi prenderete il tempo di leggere oltre capirete che spendendo molto meno potremmo fare molto meglio e molto prima. Fare molto meglio e molto prima usando le infrastrutture che già ci sono ma che sono terribilmente sottoutilizzate. Ovviamente non potrò spiegare ogni dettaglio in questo breve post ma mi impegno fin d’ora a rispondere ai commenti e a scrivere altri post per fugare ogni dubbio.

Sul sito del Comune (http://www.comune.trento.it/) e su quello del Servizio provinciale trasporti pubblici (http://www.trasporti.provincia.tn.it/) non c’è nessuna notizia dell’accordo e quantomeno dettagli tecnici del progetto; in attesa di maggiori informazioni possiamo però fare alcune considerazioni di carattere generale.

L’articolo di Fabia Sartori (http://www.ladige.it/articoli/2013/02/08/metro-not-muse-servono-200-milioni) parla di “costruzione di un nuovo binario, parallelo al corso del fiume Adige, per raggiungere Trento Sud” con “un impegno economico di circa 200 milioni di euro”.

È dal 2006 che mi impegno per promuovere presso l’amministrazione pubblica trentina un utilizzo migliore delle infrastrutture di trasporto pubblico già disponibile a Trento. Ho scritto dozzine di email, una pagina web (https://sites.google.com/site/tomasobertoli/metroland), ho dedicato tempo a incontri diretti con tecnici e politici comunali e provinciali, fatto pubblicare articoli di giornale, scritto contributi sul portale del PUM, una pagina facebook (http://www.facebook.com/UnPassantePerTrento) e ora continuo la battaglia qui su TrentoBlog.

METRÒ PER NOT E MUSE Di Tomaso Bertoli

Se quanto riportato nell’articolo è vero, ho ancora una debole speranza che si tratto solo di uno scherzo per giovedì grasso, Comune e Provincia propongono di investire 200 milioni di euro … 2000 euro per ognuno dei 100000 residenti di Trento per posare un nuovo binario lungo il fiume. Ma come si vede nella foto aerea I1-TRA_FIUME_E_FERROVIA, la zona lungo il fiume dove sorgono lo Stadio, Palazzo delle Albere, il Muse, il nuovo quartiere Le Albere, il centro di Proton Terapia, e il Nuovo Ospedale di Trento (Not) è larga tra i 250 e i 500 metri ed è bloccata ad est dalla ferrovia del Brennero e fino all’altezza di via Monte Baldo anche dal binario della Valsugana.

Perché si propone di costruire un nuovo binario a meno di 500 metri da un binario esistente e per di più sull’argine di un fiume che la città sta disperatamente cercando di recuperare e valorizzare ?

L’esigenza di una seconda fermata in città, in zona università, è nota da tempo; perché il progetto di metropolitana di Superficie [vedere ad esempio http://www.trasporti.provincia.tn.it/binary/pat_trasporti/primo_piano/Ortofoto%20fermate%20ferr.%20Valsugana%20area%20urb.TN%20dal%209.12.07.1271837536.pdf] si è fermato il 9 dicembre 2007 con l’inaugurazione della fermata San Bartolomeo?

I criteri di progettazione di Metropolitane e linee di trasporto pubblico indicano che la distanza media tra fermate dovrebbe essere limitata a 500 – 1000 metri, già nella prima proposta del 2006 [vedi https://sites.google.com/site/tomasobertoli/metroland/PassanteFerroviarioTrento5000.png] suggerivo la realizzazione non di una ma di due nuove fermate: Fersina e Finestra sull’Adige.

Sulla necessità di posizionare una fermata sul ponte dove la Valsugana attraversa il Fersina e sull’opportunità di realizzare anche una terza fermata a Maso Ginocchio per dare migliore servizio a via Vittorio Veneto e Via Ghiaie oltre che su come servire il Not e il centro di Proton Terapia, farò un post più avanti, per oggi concentriamoci sulla seconda e più importante fermata in città.

Per il MUSE ma anche per lo Stadio, la Fiera, il polo universitario di via Inama, il Cimitero, tutto il quartiere Albere e la zona storica di via Madruzzo, Liceo da Vinci, Via Giusti e Via Perini

NON SERVE posare un nuovo binario lungo il fiume

SERVE realizzare OGGI una pensilina di fermata per i treni sulla linea Valsugana all’altezza di Via Madruzzo ridando tra le altre cose un nuovo significato urbanistico al grande viale che una volta collegava la città a Palazzo Albere.

METRÒ PER NOT E MUSE Di Tomaso Bertoli

Come si vede nella foto aerea I2-ALBERE c’è sufficiente spazio a est tra ferrovia, Cimitero, Fiera e Molino Vittoria per realizzare una nuova fermata cittadina con accesso diretto sia a Nord [dietro Molino Vittoria] su via Verdi che a Est [attraverso il Cimitero] su via Madruzzo; un attraversamento pedonale sopraelevato in grande stile, coraggioso come l’arco Olimpionico del Lingotto a Torino, darebbe un accesso di grande effetto scenico al Muse e al quartiere Albere e al rovescio una loggia privilegiata su tutta la città.

Questa nuova fermata assieme al prolungamento a Nord delle corse della Valsugana utilizzando il binario Whirlpool che corre accoppiato a quello della Trento Malè fino a Spini di Gardolo darebbe al trasporto pubblico di Trento una punta di eccellenza. Dalla collina est al cuore della città fino al centro tecnico amministrativo e commerciale di via Brennero e Gardolo in grande velocità e comodità grazie al percorso ferroviario protetto e senza cambi.

Per oggi ho già impegnato molto del vostro prezioso tempo, nei prossimi giorni cercheremo di capire meglio se questo progetto esiste davvero e ne valuteremo le soluzioni tecniche con l’adeguata attenzione, ma viste le premesse permetteteci un grande scetticismo.

 

Tomaso Bertoli
Ingegnere Civile per la Difesa del Suolo e la Pianificazione Territoriale

http://it.wikipedia.org/wiki/Fermata_mezzi_pubblici_di_superficie

La moderna urbanistica studia con attenzione l’ubicazione delle fermate nel tessuto urbano, cercando di trovare il giusto compromesso tra le esigenze ed il numero dei passeggeri previsti, le necessità di velocità nel trasferimento e l’economicità della gestione dei mezzi pubblici. Gli studi più recenti hanno indicato che la distanza ottimale tra le fermate è mediamente di 400 m.

http://it.wikipedia.org/wiki/Metropolitana

La norma UNI 8379-2000 (Allegato B) fornisce, inoltre, alcuni parametri caratteristici delle metropolitane:
frequenza potenziale minima per direzione: 3 minuti
distanza media stazioni/fermate: 600–1000 m

Read more http://bit.ly/VZpLBx

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