OSCURA IMMENSITÀ Trento, 21 – 24 febbraio 2013

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OSCURA IMMENSITÀ Trento, 21 – 24 febbraio 2013

Prosegue con uno spettacolo del genere noir la Stagione di Prosa organizzata a Trento dal Centro S. Chiara. Da giovedì 21 a domenica 24 febbraio sarà in scena al Teatro Auditorium «OSCURA IMMENSITÀ», una scrittura teatrale che Massimo Carlotto ha tratto dal suo romanzo “L’oscura immensità della morte”. Si tratta di una produzione realizzata dal Teatro Stabile del Veneto e da Accademia Perduta Romagna Teatri per la regia di Alessandro Gassmann.

Nel corso di una rapina, un malvivente prende in ostaggio una donna e il figlio di otto anni e li uccide. L’uomo viene condannato all’ergastolo. Ma per Silvano Contin, al quale hanno ammazzato moglie e figlio, la sentenza non basta. Quel giorno ha perso tutto e si ritrova prigioniero della solitudine e della memoria. L’omicida, quindici anni più tardi, colpito da un tumore inguaribile, chiede la grazia e quindi, necessariamente, il perdono di Contin. La risposta di quest’uomo, devastato dal dolore e avvolto dall’oscura immensità della morte, è il cuore del romanzo di Massimo Carlotto L’oscura immensità della morte, da cui lo scrittore padovano ha tratto questa scrittura teatrale.

Due sofferenze a confronto, quella della vittima e quella dell’ergastolano: chi sta scontando la pena più dura? Due protagonisti si affrontano, il colpevole e l’offeso: chi è il peggiore? Dove si annida il male? Due tragedie si fondono, alimentate dall’incapacità delle Istituzioni a dare risposte certe alle vittime e ai “cittadini detenuti”, rinchiusi in affollati istituti di pena.

Nel romanzo, così come nella piéce teatrale, il ritmo dell’azione è serrato e travolgente, i dialoghi sono crudi e le riflessioni scarne, ma essenziali. La visione del mondo può sembrare spietata, ma è semplicemente onesta e coraggiosa, ed esprime con vigore il lato tragico dell’esistenza.

«Giustizia, vendetta, perdono, pena. Questi – scrive Massimo Carlottosono sono i temi universali dell’Oscura immensità, un progetto narrativo nato come romanzo e che ora trova una sua articolazione naturale come testo teatrale. In questa pièce, a differenza del romanzo, sono fortemente presenti i sentimenti contrastanti che ho potuto cogliere negli anni. “Oscura immensità” non lascia scampo. Alla fine ognuno è costretto a prendere posizione, a non eludere le domande che i due personaggi, carnefice e vittima, pongono con la forza disarmante dei destini contrapposti e ineluttabili. Scrivere questa pièce è stata un’avventura professionale e umana importante e coinvolgente. Mi sono ritrovato davanti alla pagina bianca con il timore di “liberare” la carica di emozioni, raccolte negli anni in giro per il mondo. Per fortuna la magia della scrittura teatrale, che ti catapulta in un palco immaginario, ha estratto parola dopo parola dall’oscura immensità per riuscire a raccontarla

In sintonia con l’orientamento che ha guidato nelle ultime stagioni la direzione del Teatro Stabile del Veneto, ma anche per la sua personale ammirazione nei confronti di Massimo Carlotto, Alessandro Gassmann ha accolto con favore la sollecitazione dell’Accademia Perduta Romagna Teatro – Teatro Stabile d’Innovazione di co-produrre uno spettacolo tratto dal romanzo “L’oscura immensità della morte” e di curarne la regia.

«Con un linguaggio incisivo, essenziale, crudo e un ritmo dell’azione serrato e coinvolgente – commenta il regista – l’autore racconta un tragico fatto di cronaca, avvenuto nella provincia del nord-est italiano, mettendo a confronto vittima e carnefice, entrambi lacerati da rispettivi drammi personali. Felice circostanza è stata l’individuazione e l’adesione da parte dei due attori, le cui caratteristiche così diverse si adattano perfettamente alle psicologie dei protagonisti: Giulio Scarpati, che ho sempre apprezzato nei suoi lavori teatrali e che in questa operazione può fare uso di inconsuete corde drammatiche e Claudio Casadio, del quale ho ammirato la splendida interpretazione nel film “L’uomo che verrà”, che si serve del suo carattere romagnolo per conferire maggiore naturalezza, incisività e verità al personaggio creato da Massimo Carlotto

A margine dello spettacolo «OSCURA IMMENSITÀ» è in programma nel pomeriggio di venerdì 22 febbraio un incontro con il pubblico, secondo appuntamento del progetto «Parola d’attore» organizzato dal Centro S. Chiara in collaborazione con il Centro Teatro di Trento.

A partire dalle ore 17,00 Giulio Scarpati e Claudio Casadio, due attori provenienti da esperienze teatrali e artistiche diverse, parleranno di questo loro lavoro insieme, in cui si cela una denuncia sociale piuttosto scomoda. L’incontro si terrà presso le strutture del “Centro Teatro” in Via degli Olmi, 24 a Trento, nel rione di San Bartolomeo.

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