PALAZZO ROCCABRUNA: in mostra la scultura lignea

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600 FA TAPPA A PALAZZO ROCCABRUNA DAL 14 MARZO AL 12 APRILE LA MOSTRA ITINERANTE SULLA SCULTURA LIGNEA PROMOSSA DAL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DEL LAVORO NEI BOSCHI DI CASTELLO TESINO. INAUGURAZIONE VENERDÌ 14 MARZO ALLE ORE 18.00. SARANNO PRESENTI PER UN BREVE INTERVENTO MUSICALE GLI ALLIEVI DELLA SCUOLA MUSICALE “IL DIAPASON” DI TRENTO

Ogni anno, dal 2002, sull’altopiano del Tesino – e precisamente a Castello Tesino – nell’ultima settimana di luglio si celebra un simposio internazionale di scultura lignea che richiama artisti da tutto il mondo. Una vivace competizione anima per una settimana le vie del piccolo borgo e delle frazioni circostanti.

Incuriositi ed ammirati i turisti si affollano intorno ai grossi ceppi di legno dai quali piano piano le mani di abili artisti estraggono forme familiari o esotiche. Selezionate da un apposito comitato tecnico – e premiate anche da una giuria popolare – le opere dei tre vincitori, insieme a quelle di uno scultore affermato, compongono la mostra itinerante “Luci e ombre del legno”, che testimonia, nelle varie sedi del Nord Italia in cui fa tappa, il genio creativo dell’uomo e la sbalorditiva versatilità della materia prima.

La rassegna, che dal 14 marzo al 12 aprile sarà a Palazzo Roccabruna, dopo aver lasciato l’Art Museum di Ca’ la Ghironda alle porte di Bologna, è promossa dal Centro di documentazione del lavoro nei boschi di Castello Tesino. Essa si compone di venti opere – figure umane, immaginarie, geometriche, naturali – che raccontano con note di forte intensità plastica l’immaginario artistico degli scultori. Vincitore sia del premio della giuria che di quello del pubblico è stato nell’ultima edizione Ionel Alexandrescu, seguito dal primierotto Gianluigi Zeni e dal vicentino Marco Martello.

Le loro opere sono esposte con quelle dello scultore di Ortisei Antonio Ruben da Cudan. Per Palazzo Roccabruna la mostra rappresenta un’iniziativa preziosa per la valorizzazione della cultura locale, in particolare dell’artigianato ligneo, che nei suoi esiti di punta assume i contorni di una vera e propria esplorazione artistica alla ricerca dell’intimo rapporto fra uomo, natura e territorio. Dalle montagne del Primiero la mostra “Luci e ombre del legno” si irradia in tutto il Nord Italia in un percorso itinerante che ha come scopo quello di riunire in un’ideale staffetta espositiva spazi artistici e sedi istituzionali testimoniando la qualità della materia prima – il legno trentino – e il talento degli artisti.

L’inaugurazione è fissata per venerdì 14 marzo alle ore 18.00 a Palazzo Roccabruna e sarà allietata da un intervento degli allievi della scuola musicale “Il Diapason” di Trento

Orario di apertura a Palazzo Roccabruna
da martedì a venerdì: 10-12 e 15-18
sabato: 10-18
Domenica e lunedì: chiuso
Ingresso libero

Il percorso espositivo 2014
- 15 febbraio/5 marzo – Zola Predosa (BO) – Ca’ La Ghironda Modern Art Museum
- 14 marzo/12 aprile – Trento – Palazzo Roccabruna
- 19 aprile/12 maggio – Borgo Valsugana (TN) – Spazio Erika Klien
- 16 maggio/16 giugno – Arcidosso (GR) – Castello Aldobrandesco
- 21 giugno/14 luglio – Grigno (TN) – Antica Pieve Santi Giacomo e Cristoforo

Gli artisti in mostra – estratti dai testi critici di Renzo Francescotti

Antonio Ruben da Cudan
Artista della Val Gardena Ruben da Cudan prende il nome dal maso omonimo sito nella parte alta di Ortisei.
Mentre studia alla scuola d’arte, Ruben lavora anche in un laboratorio imparando sul campo a scolpire il legno. A 21 anni si trasferisce a Marina di Pietrasanta, dove impara a operare con il marmo di Carrara nel laboratorio di Cesare Viviani. Poi passa a Vienna dove gli offrono la possibilità di studiare – stipendiato per un anno – in un Paese estero. Sceglie la Finlandia, innamorato dalla verginità della natura. Si iscrive all’Accademia di Helsinki e decide di stabilirsi lì.
Dopo vent’anni fa ritorno ad Ortisei nel suo maso, issato su in alto a contemplare le cime del Catinaccio, del Sasso Lungo, del Sella, cime che sono oggetti di meditazione sino diventare pure astrazioni. È così che la scultura di Antonio Ruben diventa meditativa, filosofica, biblica: si inoltra per vie enigmatiche a sondare l’ignoto, l’infinito, riscoprendo le forme pure come la sfera, l’uovo, la spirale.

Ionel Alexandrescu
Nato nel 1960 a Bordesti in Romania, Ionel Alexandrescu ha frequentato per tre anni la scuola di arte popolare e quindi l’Accademia di Belle Arti di Bucarest nella sezione di scultura e restauro. Dopo la caduta del Governo di Ceausescu dal 1989 lavora per brevi periodi in Germania a Wurumberg con lo scultore Peter Iacobi. Nel 1999 arriva in Italia e si stabilisce a Torino, operando per tre anni in un laboratorio come scultore e restauratore. Nel 2003 ne apre uno suo. Membro dell’Unione Artisti Rumeni dal 1993, dieci anni dopo è membro degli Artigiani Piemontesi. Nel 2007 entra nell’AIESM, Associazione Italiana di Scultura Monumentale. Ha esposto in molte mostre collettive e personali in Piemonte (Torino, Bardonecchia, Chieri, Grugliasco, Quinto Vercellese e altri centri), ed in Francia (Michelle Maurinne e Less Karellis). Ha ottenuto una serie di riconoscimenti tra cui i primi premi a Pont Canavese (due volte), a Rivoli e a Sant’Orsola Terme (TN). Nel 2013 ha vinto in contemporanea (mai accaduto prima) il primo premio assegnato dalla Giuria e il premio assegnato dal pubblico al Simposio del Tesino.

Gianluigi Zeni
Classe 1986, conterraneo di Riccardo Schweizer, figlio d’arte, Gianluigi Zeni frequenta l’Istituito d’arte di Pozza di Fassa, un corso di laurea breve dell’Accademia di Belle Arti di Verona, e poi rientra a Mezzano dove si dedica a tempo pieno all’attività di scultore. All’ombra delle stupende pareti dolomitiche delle Pale di San Martino trova non solo l’ispirazione, ma anche il tempo per coltivare un’altra passione: quella dell’arrampicare nel regno delle pietre e del silenzio.
C’è in questo giovane scultore una non insolita quanto apprezzabile vena ironica.
Come era stato a suo tempo Matthias Sieff, lanciato dal Simposio del Tesino, Gianluigi Zeni è un artista molto promettente.

Marco Martello
Nato ad Asiago nel 1971 Marco Martello vive a Mezzaselva di Roana in quel di Vicenza. Sostanzialmente autodidatta vive in un ambiente boschivo e selvaggio. Ha partecipato a numerose collettive. Molte anche le personali nella sua provincia di Vicenza: a Roana, Zugliano, Recoaro Terme, Schio… Nel 2013 a Milano partecipa alla Fiera di Arte Contemporanea. Ha partecipato a numerosi Simposi, tra i quali uno all’estero, in Finlandia, nel 2013.
Nel suo pese di Mezzaselva di Roana, tra i boschi, Martello vive una dimensione primigenia, sensoriale, mitica che lo porta ad immaginare ninfe e naiadi ignude, che escono dalle acque e dai boschi con i capelli mossi dai venti. Epifanie in un mondo tecnologico che sembrava averle spazzate via per sempre.

Organizzazione e ideazione
Centro documentazione del Lavoro nei Boschi

Progetto a cura di
Gabriele Bertacchini
Remo Tomasetti

Con il supporto di
Provincia Autonoma di Trento
Comune di Castello Tesino
Comune di Pieve Tesino
Comune di Cinte Tesino
Comune di Bieno
Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
Azienda per il turismo Valsugana
Comunità Valsugana e Tesino
Consorzio Comuni BIM del fiume Brenta
Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale

Patrocini
Provincia di Grosseto
Comune di Arcidosso
Comune di Zola Predosa
Comune di Grigno

Sito internet della manifestazione
www.luciedombredellegno.it

Catalogo a disposizione nelle sedi ospitanti

 

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