SASHA GRYNYUK Trento – 28 febbraio 2013

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SASHA GRYNYUK Trento – 28 febbraio 2013Giovedì 28 febbraio alle ore 20.45 presso la Sala Società Filarmonica di Trento si terrà il concerto di pianoforte di Sasha Grynyuk.

A. Pärt
(*1935)
Für Alina

R. Schumann
(1810-1856)
Scene infantili op. 15
1. Da paesi e uomini stranieri – 2. Curiosa istoria – 3. A rincorrersi – 4. Fanciullo che supplica – 5. Quasi felice – 6. Avvenimento importante – 7. Sogno – 8. Al camino – 9. Sul cavallo di legno – 10. Quasi troppo serio – 11. Bau-Bau – 12. Bambino che s’addormenta – 13. Il poeta parla

W.A. Mozart
(1756-1791)
Sonata in La magg. K 331
Andante grazioso – Menuetto – Alla Turca: Allegretto
___________

J.S. Bach – W. Kempff
Tre preludi:
in Mi bem. magg. BWV 645
in Sol magg. BWV 734
in Re magg. BWV 29

G. Gershwin
(1898-1937)
Tre preludi

A. Scriabin
(1872-1915)
Preludio op. 11 n. 13
Preludio op. 11 n. 14
Preludio op. 16 n. 4

J.S. Bach
(1685-1750)
Preludio BWV 855 in mi min.

F. Gulda
(1930-2000)
Cinque brani da “Play piano Play”

Nato a Kiev, Ucraina, nel 1983 Sasha Grynyuk è uno dei più emozionanti pianisti dell’ultima generazione. Ha iniziato lo studio del pianoforte all’Accademia Nazionale Ucraina passando poi alla Guildhall School of Music and Drama a Londra nella classe del prof. Ronan O’Hora. Trasferitosi definitivamente a Londra studia ora con due illustri pianisti, Alfred Brendel e Murray Perahia. Parallele agli anni di studio scorrono le affermazioni ai più importanti concorsi pianistici internazionali, le segnalazioni alle audizioni di istituzioni prestigiose come quelle organizzate dal BBC Music Magazine o dall’International Piano Magazine. L’ultimo, prestigioso, successo in ordine di tempo è giunto all’International Piano Competition Edvard Grieg che arriva a incentivare i già numerosi inviti rivolti a Sasha Grynyuk dalle più significative sale concertistiche dell’Europa, America, Giappone e Asia, comprese la Royal Festival Hall, Queen Elisabeth Hall, Wigmore Hall e Salle Cortot di Parigi.

In questa serata la Società Filarmonica di Trento prosegue la felice collaborazione con il Keyboard Trust di Londra, per la valorizzazione dei giovani pianisti a livello internazionale.

Un aforisma (dal greco ἁφορισμός, definizione) è una breve frase che condensa un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale. Improvvisativo o meditato, scherzoso o solenne, il pezzo breve pure in musica si caratterizza per le capacità di “condensare” uno stile, una moda, un’ emozione. Forma principe per la sua collocazione appare il “preludio”, ciò che avviene prima del ludus, anteriore al gioco: forma libera, trasformista, improvvisativa e rigorosa, motoria e melodica, astratta e dunque fulminea nell’arte del disvelamento. “L’aforisma – come il preludio – assume diversi nomi, secondo i tempi e gli autori”.

“Ricordo” per Bach che nei preludi (qui “ricordati” dalla trascrizione pianistica di Kempff) riprende elementi delle proprie cantate, attraverso il cuore pulsante delle melodie corali, “memoria identitaria” del credente luterano, circondate amorosamente con il fior fiore della sua superiore tecnica organistica, così da svelarne l’obiettivo morale: il risveglio (BWV 645: Wachet auf), l’azione (BWV 734 Nun freut euch), la gioia (BWV 29: Wir danken dir, Gott).

“Nostalgia” per Schumann ed i suoi aforismi infantili, quando, tra onomatopeici cavalli a dondolo e mosche cieche, percorre, di scena in scena, un inevitabile tragitto emotivo verso la consapevolezza tragica della maturità.

Così “Quello che dice il poeta” nell’ultimo numero di Kinderszenen possiede già i sinonimi moderni dell’aforisma: “frantumi”, “fosforescenze”, come i Preludi di Skrjabin, qui scelti quasi a paradigmare un passato, (chopiniano l’op. 11 n. 13, lisztiano il successivo n. 14) destinato a precipitare nel frammentismo disperante dell’ op. 16 n. 4.

“Fuochi fatui” le sentenze preludianti di George Gershwin intento a riprendere con la sua straordinaria mano pianistica lo stile sinfonico sincretico della Rapsodia in Blue: temi gradevoli e ben individuati esaltati dal cotè virtuosistico del moderno tastierista di grido.

In principio ed in fine, prologo ed epilogo, le “minime” alla Alessandro Morandotti: sobrietà assoluta di mezzi e immersione totale nel suono puro per Arvo Pärt, quando da un pedale grave emerge per dissolversi una melodia matematica (123456787654321): numeri ideali per metafore mistiche.

Altrettanto minimalmente “puro” Friedrich Gulda nel difendere ad oltranza una nuova estetica dell’exercitium pianistico nella lingua del jazz. Isola a parte la Sonata K 331 di Mozart, a rimembrare le modalità compositive sulle lunghe distanze e nello studio di solidi e precostituiti istituti formali: ma quando il salisburghese, dopo uno squisito Andante dalle movenze galanti, inserisce nel Minuetto un improvviso passaggio ad unisono sinfonico, oppure quando fa sferragliare il battere della celeberrima Marcia turca con timpani e campanelli, dimostra come infine nessun contenitore possa resistere alla forza di un geniale contenuto.

Info:
Società Filarmonica di Trento
Tel. 0461.985244 – fax 0461.231735
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www.filarmonica-trento.it

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